Il risentimento è ciò che precede il rancore. È un’emozione di dolore e rabbia rispetto ad una situazione vissuta o verso una persona che ci ha fatto stare male. Portare risentimento significa non aver dimenticato ciò che è successo, e quindi, rimanere con il dolore e la rabbia, come se la situazione si fosse appena verificata anche se trascorrono anni. Il risentimento è un carico che non ci permette di andare avanti, che ci fa rifiutare situazioni del presente, per colpa del ricordo del dolore vissuto nel passato a causa di una determinata situazione, per cui saremo sempre incapaci di goderci il momento attuale restando vincolati al ricordo di quel momento.
Il rancore è un’emozione negativa successiva al risentimento che non ci permette di dimenticare una situazione che si è verificata nella quale ci siamo sentiti feriti. A causa del dolore che questa situazione ci ha provocato si innesca un desiderio di vendetta volendo restituire il “favore” a chi ce l’ha causato, aspettando solo il momento migliore per agire. Per questo, il rancore fa solo stare male prolungando quell’ emozione irrisolta per molto tempo dovuta a una situazione che non abbiamo affrontato, ma che abbiamo messo solo momentaneamente a tacere, ma prolungando a tempo indeterminato il nostro malessere.
Il rancore rimane, e con questo anche la sofferenza, perché proviamo risentimento nel profondo che non ci permette proprio di risolvere il problema in altro modo perché èun’emozione che favorisce l’ostilità e l’aggressività, così come l’odio verso la persona responsabile della sofferenza e del danno inflitto.
Per liberarsi da questi pesi emotivi abbiamo due sole possibilità, la prima chiarire subito esprimendo cosa e quanto ci abbia ferito. La seconda, quando la prima non avuto esito è semplicemente accettare che la differenza tra le persone è naturale e scegliere conseguentemente di decidere in merito alla relazione, continuare o chiudere ..
(citweb)