Riflessione sulle mancanze nelle relazioni.

Nelle relazioni ci sono sempre due parti da rispettare anche se a volte restiamo in attesa di essere compresi da persone che non hanno mai davvero guardato nella nostra direzione.
Aspettiamo che ci ascoltino, che ci vedano, che ci comprendano, e che magari cambino qualcosa del loro modo di stare al mondo anche e non soltanto perché l’abbiano promesso.
È perché “ci teniamo tanto” e quindi speriamo che un giorno accada, restando nell’attesa.
Purtroppo, invece, ci sono persone per cui il nostro mondo interiore non viene riconosciuto anzi non esiste. Loro vedono solo il proprio senza neanche tentare di andare al di là di se stessi, pur sapendo di sbagliare.
L’aspettativa di essere compresi è naturale in tutte le relazioni sane, non c’è alcun errore in questo. Così come non sia sbagliato avere paura del cambiamento.
Il problema nasce quando restiamo delusi, quando al dolore dell’attesa si arriva al dolore dell’accettazione che quella persona che abbiamo accanto da così tanto tempo, forse, in fondo, non ci ha mai realmente visto e preferisce chiudersi anziché prendersi per mano su un nuovo cammino.
L’elaborazione di queste nuove consapevolezze, in assenza di segnali forti che possano confutarle, stabilisce una vera e propria perdita che fa male, al pari del non riconoscimento di quella parte di sé persa nella relazione.
(Articolo dal web)

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